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Una storia che, dopo cinque secoli, continua a scorrere tra le montagne e nelle comunità che le abitano.

Il Pertus, o Trou de Touilles, è un’opera idraulica realizzata tra il 1526 e il 1533 da Colombano Romean, nei pressi della Cima Quattro Denti, a una profondità di circa 140-150 metri dalla cresta della montagna, in territorio del Comune di Exilles. L’opera fu scavata per condurre la linfa vitale dal vallone di Touilles, ricco d’acqua, all’arido versante sud dei Quattro Denti e irrigare così i territori delle Ramats, in Comune di Chiomonte, e di Cels, in Comune di Exilles nel versante a solatio della Valle della Dora Riparia.
Colombano Romean proveniva da Saint Gilles, in Provenza, dove aveva appreso ed esercitato il mestiere di cavatore-scalpellino, ma era nativo delle Ramats di Chiomonte.
Risale al 20 ottobre 1526 (corrispondente al 30 ottobre del calendario gregoriano adottato dopo lo scavo del Pertus in sostituzione di quello giuliano), la firma del contratto stabilito davanti al notaio Jehan Rostollan tra le comunità di Ramats e Cels, per l’occasione unite in consorzio, e Colombano Romean.
Con questa Conventio facture aqueducti de Tulliis inter habitantes de Celsis et Ramatis cum Colombano Romeani, quest’ultimo si impegnava a scavare la galleria a fronte del pagamento di 5 fiorini per ogni tesa di lunghezza dell’opera, ammontanti a oltre 1200 fiorini complessivi, essendo la stessa della lunghezza di 433,24 metri pari a circa 242 tese, per un’altezza media di 1,80 m e una larghezza di 1 m. Inoltre, lo scalpellino richiedeva la fornitura da parte delle due comunità di una razione mensile di segale e vino e una annuale di legumi, la realizzazione di una baracca nei pressi dell’ingresso della galleria dotata di madia e barile per conservarvi gli alimenti. Le due comunità si impegnavano a rimuovere i materiali di risulta dal fronte di scavo.
Colombano realizzò la mirabile opera in meno di sette anni con attrezzi (mazze, martelli, vanghe, cunei, punte e scalpelli) forniti dalle comunità consorziate che lui stesso riparava e provvedeva a riforgiare, riaffilare e rifare le punte con forgia, mantici e carbone procurati dagli abitanti come pure l’olio per le lampade.
Il 20 ottobre 1526 viene firmata la Convenzione fra gli abitanti di Cels e delle Ramats con Colombano Romean per la realizzazione dell’acquedotto di Touilles.L’atto è rogato dal regio notaio delfinale di Chiomonte e firmato dai “parerii”, cioè dagli abitanti delle due comunità consorziatisi per l’occasione.
Il contratto prevedeva che Colombano, figlio del fu Giovanni Romean, oriundo di Ramats e abitante a Saint-Gilles nella diocesi di Nimes, si assumesse l’incarico di terminare il già iniziato foro per far scorrere l’acqua di Touilles verso Cels e verso Ramats. Le due comunità si assumevano ognuna l’onere di rifornire Colombano con la quantità di un sestario di vino (misura equivalente a circa 46 litri) e un’emina di segale al mese (misura di capacità di circa 23 litri, che in peso di segale equivale a circa 18 kg) oltre a due sestari di legumi.
La razione raddoppiava se a lavorare fossero stati in due. Il compenso pattuito era di 5 fiorini per ogni tesa di lunghezza equivalente a 1,80 m circa. La lunghezza complessiva della galleria è di 433,24 m pari a 242 tese per il valore totale del compenso in 1.210 fiorini.
Inoltre, gli abitanti delle due comunità avevano l’onere di costruire una baracca nei pressi dell’imbocco della galleria e di dotarla di una madia e una botte per contenere gli alimenti e di rimuovere il materiale di risulta della galleria per permettere allo scalpellino di continuare la sua opera e di fornirgli gli attrezzi (mazze, scalpelli, punte, cunei, ecc.) che Colombano stesso avrebbe provveduto ad affilare.
Infine, a Colombano doveva essere fornito un lume e il relativo olio per l’illuminazione.